Lettera di una ragazza di 17 anni

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Lettera di una ragazza di 17 anni

A Jesper Juul in merito a un articolo apparso sul quotidiano norvegese “Dragbladet”

É troppo tardi?
Ho letto il tuo articolo del 12 novembre sul “Dageblad” e sto pensando se per i miei genitori è troppo tardi per usare il tuo metodo con me ed i miei fratelli.
Sono una ragazza di 17 anni e ho due fratelli di 15 e 9 anni. Sento che con i miei genitori non posso essere completamente me stessa – in particolare nell’ultimo periodo – perché ho paura di essere criticata per quello che sono come persona. Mi ritiro nella mia stanza e preferisco il computer alla compagnia dei miei genitori. Specialmente a quella di mio padre. Ho l’impressione che tutto quello che faccio è sbagliato; temo di dire e fare qualcosa persino quando giochiamo insieme. Naturalmente loro sono molto importante per me, ma sento che ci siamo allontanati uno dall’altro. Ho paura di aprirmi con i miei genitori perché non voglio che mi fraintendano o critichino.
Voglio solo sapere se mi amano; ma non so se è cosi. So che mi vogliono bene e che ho un valore per loro ma desidero che loro pensino un po’ di più a come mi sento io e che provino come minimo a capirmi un po’ meglio.

Ho subito del mobbing per un po’ di tempo; tutto ciò ha cominciato 10 anni fa alla scuola elementare e ho difficoltà ad aprirmi con qualcuno su questa cosa. Non riesco a fidarmi di una persona al 100%, neanche dei miei genitori. Ho una grande paura di diventare una solitaria perenne, di non riuscire ad amare mai un’altra persona con tutto il cuore e di non fidarmi mai completamente di qualcuno. Non voglio questo.
Alcune volte parlo apertamente con mia madre, ma sento che questo per lei non è importante, ha in mente un ideale e vorrebbe che io fossi come il suo ideale. Continua a paragonarmi con se stessa – ma io non sono come lei. Non sono così forte, seducente, autonoma, sociale, gentile e piena di talenti come lei. Voglio che lei apprezzi tutto di me, sia i miei lati positivi sia quelli negativi.

Vorrei avere anche un rapporto migliore con mio padre, ma lui lavora sempre, fa conferenze telefoniche persino durante le vacanze. Quando parlo seriamente lui sminuisce tutto e non mi prende sul serio. Quando lui non è presente l’atmosfera è sempre meglio. E’ come se lui facesse sempre meno parte della famiglia; nasconde sempre le sue emozioni. Sembra che abbia solo tre volti, quello del lavoro, quello del giocherellone che sbuca ogni tanto quando è in vena di scatenarsi e quello incazzato che appare ogni volta che lui si arrabbia – e questo avviene sempre più spesso.
Non vorrei che lui trattenesse i suoi sentimenti ma preferirei che quando facciamo qualcosa di sbagliato, invece di sgridarci, parlasse con me e con i miei fratelli. Vorrei che lui si aprisse con noi e facesse vedere di più i suoi sentimenti e non solo rabbia, indifferenza ed assenza. Vorrei conoscere meglio i miei genitori, poter parlarci più spesso, parlare seriamente senza avere dei conflitti. Vorrei che mi ascoltassero e sentissero veramente e non solo quello che c’è in superficie ma anche quello che è nascosto. È troppo tardi per cambiare? Credi che mai mi capiranno? Cosa posso fare o cosa possono fare
loro per migliorare il nostro rapporto?

Saluti da una ragazza frustrata

 

Risposta di Jesper Juul
Grazie della tua lettera e della tua fiducia! Per i tuoi genitori la tua lettera dovrebbe essere il regalo di Natale di quest’anno – se tu decidi di darla a loro. Mi chiedi se loro ti capiranno mai. No, non lo credo affatto – ma questa è una risposta piuttosto filosofica. Penso che nessuno di noi può comprendere fino in fondo un’ altra persona. Rimarrà sempre una solitudine, che noi, se lo scegliamo, possiamo condividere con qualcun’altro e stare per un po’ di tempo meno soli. Ma ho una grande fiducia che i tuoi genitori faranno il loro meglio per ascoltarti, prenderti sul serio, essere disponibili per te nella misura
in cui tu ne hai bisogno. L’anno scorso il programma televisivo danese TV2 ha fatto un esperimento interessante nel quale dei ragazzi grandi dovevano descrivere le loro famiglie. È stato fatto in forma di interviste filmate, disegni e cose simili e tutto quello che emergeva veniva portato in modo sobrio – nessun rimprovero, nessuna critica, solamente una descrizione. Tutti genitori sono rimasti in uno stato di shock dopo avere visto il filmato. Nessuno di loro aveva immaginato che i loro ragazzi vivessero la realtà in quel modo. La buona notizia è che tutti genitori il giorno dopo avevano cambiato alcuni aspetti importanti della loro vita famigliare e dei loro comportamenti.

Se penso alla tua vita di adesso e quella futuro, la cosa più importante è la fiducia verso gli altri esseri umani. Dopo così tanti anni di mobbing si può comprendere che tu abbia bisogno di nasconderti e proteggerti. Ti hanno fatto male e il dolore è presente fortemente nella tua anima giovane. Ma questo vale per fortuna anche per la tua volontà di vivere. C’è una cosa importante da sapere quando si è arrivati al punto di non avere sfiducia in tutti e a fare fatica a fidarsi: la fiducia non è qualcosa che si riceve ma qualcosa che decidiamo di dare ad una altra persona. L’altro può essere più o meno degno di fiducia ma alla fine siamo io e te che decidiamo di accettare questa opportunità e dare la nostra fiducia, perché questa è l’unica via per uscire dalla solitudine.

Secondo me provare questo con i tuoi genitori sarebbe un buon inizio. Non stanno cercando di criticarti attivamente o di farti del male; sono invece piuttosto normalmente impotenti. Tuo padre non sta bene nel suo ruolo e tua madre – come tante altre madri – è così tanto indaffarata a darti tutto quello che secondo la sua opinione tu hai bisogno che non si prende il tempo per riflettere sul fatto che potrebbe essere lei stessa ad avere bisogno di qualcosa. In questo i tuoi assomigliano alla maggioranza dei genitori che sono impegnati a trovare i propri valori genitoriali e a dimenticare tutte le preziosità che ricevono da i loro figli e dal starci insieme a loro. Tutto questo è una parte importante dell’amare un’altra persona.

Il tuo regalo ai tuoi genitori è cosi bello e genuino che potrebbe essere l’unica cosa che riuscirebbe a sciogliere il loro “essere occupati da se stessi” per poter arricchire la loro vita e quella dei tuoi fratelli. Già adesso – dopo aver letto la tua lettera – ci sono migliaia di genitori norvegesi seduti con il magone a riflettere sul proprio ruolo genitoriale. Genitori che domani guarderanno i loro figli e ragazzi con altri occhi e che li incontreranno con un interesse diverso. Propongo che tu chieda ai tuoi genitori un colloquio, chiedi di spegnere il cellulare a tuo padre e ad entrambi di rimanere in silenzio finché non hai finito
di dire quello che ti sta a cuore. Probabilmente si spaventeranno perché si immaginano che vuoi raccontare qualcosa di “terribile” – che sei incinta, lesbica, tossicodipendente o qualcosa del genere; ma li aiuterà a sentire il calore che viene da te.

Se non hai il coraggio di intraprendere questa strada puoi scrivere una lettera ad ognuno di loro e che possano leggere mentre vi incontrate (dai le due lettere ad entrambi).
Se contrariamente alle mie attese non riuscissi a parlare con i tuoi genitori, credo che dovresti chiedere loro di pagarti alcuni colloqui da un terapeuta o uno psicologo.
In te c’è tanta bellezza che vuole uscire per creare un contrappeso a tutte le bruttezze che hai vissuto. Altrimenti rischi di darla vinta a coloro che ti hanno mobbizzata e lasciata sola con un’immagine distrutta di te. Sei già così adulta che sai che l’amore consiste nel “dare”. Il colloquio con i tuoi genitori per molti aspetti sarà una “prova di maturità” – sia per te che per loro. Tu osi dare a loro quello che hai e loro oseranno accettarlo? Lo spero!

L’articolo di Jesper Juul da scaricare.

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